Ritratto e Figura - Imparare a dipingere

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Ritratto e Figura

I TONI DELLA PELLE
Lo scoglio duro che ogni pittore deve, prima o poi, affrontare.
Cominciamo con demolire una fissazione che ci portiamo dietro da quando eravamo bambini: la pelle non è mai rosa.
Ma è difficile capire esattamente di che tinta si tratti, varia tantissimo da persona a persona ed è per questo che è difficile fissare delle regole precise, anche in questo caso occorre sperimentare e trovare il proprio modo.
La storia della ritrattistica è ricca di esempi di visi bianchi o rosa perla, piuttosto improbabili nella realtà.
Oggi le società multirazziali richiedono una varietà di toni maggiore. Alcune persone hanno un'incarnato con sfumatura gialla, verdastra o rosa e non dimentichiamoci che la tinta dipende anche dal tipo d'illuminazione che colpisce il soggetto in quel momento.
Poichè la pelle e le tonalità della carnagione variano moltissimo da una persona all'altra, ogni ritratto richiede una gamma di miscele leggermente diverse.
La diversa quantità di pigmento determina le differenze tonali dell'incarnato, che varia da persona a persona e non solo per fattori quali il sesso, l'età, la razza, le condizioni di salute. La pelle umana è anche una superficie molto riflettente., al punto che i colori circostanti influiscono sulle sue tonalità; abbastanza trasparente, assume spesso in corrispondenza delle guance una tinta calda, rosata, provocata dal sangue che fluisce sotto la superficie.
Il colore della pelle può assumere tonalità sia calde che fredde, per cui prima di cominicare a dipingere occorre preparare una serie di sfumature calde e fredde dei principali colori.
Per modellare i lineamenti si possono sfruttare le proprietà dei colori caldi e dei colori freddi: usando le tonalità calde per le parti sporgenti (i colori caldi si "avvicinano" all'osservatore) quali gli zigomi e il naso, si accentuerà l'effetto rilievo, mentre l'uso di colori freddi per le parti incavate accentuerà l'effetto di rientranza.
Miscelando con cura i colori si può creare l'effetto della luminosità e trasparenza della pelle. Un altro metodo consiste nel dipingere "alla prima", in quanto la tecnica del bagnato su bagnato consente dis fumare i colori uno nell'altro creando gradazioni tonali molto delicate.

Alcunem miscele pratiche:
bianco titanio+giallo brillante+una punta di giallo cadmio (tonalità chiara e fredda)
bianco titanio+giallo brillante+una punta di rosso cadmio (tonalità rosata chiara)
bianco titanio+giallo brillante+ocra gialla+una punta di rosso cadmio (tonalità scura e calda)
bianco titanio+giallo brillante+ocra gialla+carminio d'alizarina+blu oltremare+una punta di lacca garanza scura (tonalità scura e fredda)
bianco titanio+giallo brillante+rosso marte (tonalità calda)
bianco titanio+ocra gialla (tonalità chiara e calda)

Un altro modo per determinare il tono giusto dell'epidermide è quello di partire dal colore base disponibile in commercio: il carnicino e aggiungere altri colori modificandone il tono, un pò lo stesso principio che abbiamo spiegato per il verde.
Il carnicino è un colore molto luminoso e va usato in piccole quantità, se impiegato da solo; molto più interessante il suo utilizzo come base per cereare altri colori.
Il carnicino può essere usato anche come colore schiarente. E' preferibile al bianco che renderebbe il colore gessoso.
Alcune miscele pratiche:
rosso cremisi+ocra gialla+bianco (tono caldo). Aggiungendo a questa mjiscela del blu e del rosso scuro e freddo si ottengono le tonalità in ombra dell'epidermide.
Per questi soggetti ci siamo avvalsi dell'apporto di Art Painting Workshop e Jeff Miracola.
Buon lavoro.
 
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